Come sarà lo standard per il punto e a capo?
Gen-2020
I protocolli di comunicazione, ed a maggior ragione gli standard, sono sempre in movimento, così da un giorno all’altro ti puoi ritrovare ad abbandonare l’uso del punto nella messaggistica, e succede un po’ così, prima inconsapevolmente, poi furtivamente, poi ci fai caso in maniera circostanziata, infine dici addio al punto e non guardi più indietro, almeno fino al prossimo movimento.
Si può andare ancora a capo per staccare l’introduzione, ma in effetti ti è sempre piaciuto il “flusso di coscienza” e forse hai sempre pensato con le virgole, magari metti i puntini di sospensione o vai a capo, magari pensi con trattini e parentesi, spesso apri e chiudi delle parentesi, ma le pause, le pause sono pause, ce ne può essere una pletora di differenti durate e non possiamo mica introdurre un simbolo diverso per ogni durata altrimenti diventa notazione musicale, ogni tanto puoi prendere fiato, quanto vuoi, e questo è quanto, hai sempre pensato con la virgola, il punto è sempre stato soltanto un singulto di troppo, una brusca interruzione, se pensi con il punto pensi male, pensi solo pensierini lenti tutti staccati, meglio lasciare andare per cogliere le relazioni, meglio pensare con le virgole, arriverai al punto (un punto?) di non ritenere più necessario il punto nelle comunicazioni a blocchi di invii, perché ogni invio già funge da punto, e aggiungere un punto diventa solo come un arricchimento formale, aggiunge distanza, significa quasi dire “punto”, viene ormai quasi da leggerlo come dire che stai rafforzando la dichiarazione e sei un po’ stizzito, e punto. Inoltre dopo il punto andrebbe sempre una maiuscola, buuuuuu…
I migliori standard linguistici si diffondono così, non serve un’accademia a sancirli né una scolastica a scolarizzarli, non serve un’ente per la protezione delle convenzioni in disuso o obsolete o una macchinazione comunitaria per la promozione propagandistica del nuovo, non serve la pubblicazione del documento ISO-0002-X ver.123 firmato dall’Ammiraglio degli Standard della Comunità o votato a maggioranza, serve come sempre la convergenza nelle intenzioni, serve la reciproca convenienza e la volontà di istituire e poi mantenere una comunicazione da parte di ogni comunicante, serve che il movimento funzioni, serve che si diffonda funzionando, se funziona a posto così, ci sarà convenienza e convergenza, il protocollo muterà e così ogni nuovo protocollo si è sempre appoggiato su standard precedenti e ha suggerito, stimolato, spinto insieme nuovi standard in un continuo movimento di standard in standard, a rotta di collo di protocollo in protocollo.
Ci sono protocolli più o meno standard che hanno fatto la storia con ogni campo di applicazione possibile oltre la linguistica, da ogni simbolo di ogni alfabeto al calendario, dalla notazione decimale a quella algebrica, dal sistema metrico al gold standard, c’è il protocollo HTTP, l’SMTP, l’HTML, GNU/Linux, ci sono gli standard 110V e 220V per l’elettricità, le dimensioni A e AA per le batterie, il GSM per i telefoni cellulari, i formati A0/A1/A2/A3/A4 per i fogli di carta, si scrivono perfino i protocolli dei protocolli, gli standard sono tutti protocolli di trasmissione universale di informazione, e i più solidi emergono de facto, storicamente, emergono dal basso, in un ambiente aperto, dove c’è libera competizione tra alternative, dove l’ordine e la convergenza emergono spontanei perché c’è l’interesse a prendervi parte piuttosto che a rimanerne fuori o sfidare lo status quo con più costose alternative, la regola aurea è l’abbattimento dei costi, in effetti ogni standard è semplicemente il normale de facto che emerge dal basso dallo scambio precedente (diritto anglosassone), laddove la regola è il normato de jure stabilito razionalmente dall’alto (diritto romano), ma sui nuovi standard si converge prima di tutto perché vengono abbattuti dei costi, e nuove possibilità di margine di gioco emergono, in effetti viene spostato più in là un campo di gioco o addirittura se ne generano di nuovi, i quali a loro volta… Puntini di sospensione… E naturalmente in ogni momento può esserci un passo indietro, se esiste un altro modo di abbattere questi o altri costi, mercati e standard evolvono insieme, e mentre il merito serve a chi lo distribuisce come le regole (in effetti comandi) ai regolatori emananti dall’alto (comandatori), gli standard invece servono solo in terra a chi li deve usare, la scelta è se aderire o non aderire, abbattimento di costi, compatibilità e interoperabilità spingeranno verso la convergenza, oppure si imporrà una migliore alternativa, punto.
Punto, dicevamo. In effetti il sospetto è che gli standard, che non si possono tassare, possano funzionare sempre meglio delle “regole” (in effetti comandi), le quali tendono a diminuire la responsabilità sociale degli individui, o almeno così sembra anche da esperimenti come quelli sulla viabilità a Drachten o in altre città nelle quali sono stati tolti i semafori e la segnaletica stradale, aumentando nei numeri la sicurezza di pedoni e mezzi di trasporto, se è così c’è ovviamente ancora molta strada (letteralmente) da fare, avvolti come siamo da ambienti normati (comandati) dall’alto e regolati da disegni intelligenti che esternalizzano ovunque l’intelligenza e la responsabilità individuale sotto la protezione della Legge, non a caso piena di punti.
Abbiamo bisogno urgente di almeno un paio di standard per fare il salto della quaglia o per fare punto e a capo, standard che non a caso forse andrebbero chiamati standard universali per il punto e a capo: se il personal computer classico è in grado di esternalizzare il giudizio, se lo standard più importante e delicato per la trasmissione del valore a distanza è stato introdotto nel 2009 e sta funzionando a dovere, l’altro, il definitivo, dovrà essere lo standard universale de facto dell’autoprotezione per la riduzione della vulnerabilità a sovranità rigorosamente individuale, nient’altro, e verrebbe quasi da mettere un punto, ma manca poco, basti solo aggiungere che solo con queste due ulteriori tecnologie a regime insieme raggiungeremo lo standard de facto della libertà ultraminima… Non so come si arriverà a scrivere questo protocollo, ma bisognerà fare molto meglio dello standard attuale che a quanto pare è la Iron Man Suit, due punti: una tutona completamente ridicola, scomoda e sconveniente. Punto.