About me

Sono nativo di Rokovoko, un’isola lontanissima a pochi passi da Itaca nel Mare del Nord. I miei antenati ricucivano tagli di pelli di Fontana nelle grotte di Lascaux, ma tra loro c’era anche qualche pescatore di trote sulla Martesana ed un muratore al quale fu assegnata la portineria del Palazzo di Cnosso. Nutrito sotto le periferiche di qualche pascalina, durante i dieci giorni che sconvolsero l’adolescenza vengo accusato di tradire gli Dei della città di Mediolanum e, affidato (mio malgrado) a Wittgenstein, mi riduco a programmare su una TI-84. Avvistato per la prima volta da un cannocchiale mentre satellito come actionscript developer, mi trovo sotto la torre di Pisa proprio quando cominciano a cadere gli ultimi gravi del Novecento. Di nuovo in odore di eresia, vedo le ultime propaggini di accademia fiat al Politecnico, interessandomi di cose tipo ingegneria informatica e crisi dei fondamenti etc ma, non potendo contare su linee di sangue, nomine o agganci che dir si voglia, posso solo attraversare a piedi una seconda Università di tipologia umanistica tra capitomboli e cosmicomiche atterrando in aula 422, dove occasionalmente mi ritiro a studiare sugli alberi solo per capire meglio il da farsi.

Sto ancora ascoltando risuonare tra le pareti “il razionale è reale” a grandi passi in teutonico quando mi ritrovo ridotto in schiavitù sotto lo sguardo della philosophie. Da qui in poi perdo per un po’ la testa tra i Lumi, sono letteralmente posseduto e comincio a sospettare che la moneta o il gold standard siano la manifestazione del male o almeno dello strabismo. Tira una brutta aria. La nebbia del Vecchio Mondo mi tiene in scacco ancora per un po’, sotto la grande statua del Progetto del Vero coi Baffi, finché, liberato da Magritte e Wildberger sotto il quadro dei quadri “Le Vacanze di Hegel”, finalmente mi allontano, pagaiando fino in fondo a via Casoretto. In questa fase sono dapprima tecnico del tunnel, poi postino nella neve su due ruote, infine commerciante di carta straccia: ultimi postumi di antiche rivoluzioni e restaurazioni. Tornato sotto la cappa dell’aria aperta e poi di qualche più consona stanza chiusa metto finalmente un po’ di ordine e intraprendo la traversata con Aquino, Locke, Mises, Rothbard, Bastiat, Konkin, Satoshi e così via. La confusione lascia il posto alla chiarezza e ciò coincide con l’affermarsi di una semplicissima, onesta, normalissima attività professionale produttiva. Tutto qua. Da qui in avanti sono disintossicato. Da qui in poi vige un regime biografico di privacy selettiva. Non tocco giuspositivismo da più di un decennio ormai.

Sono un agente morale cosciente fallibertario e libertarzan self-hodler, agorista contemporaneo di Samuel Butler, Ted Nelson, Bastiat e Satoshi, dal 1776 Full Stack Developer and Small Business Owner logged on Internet Lanzaro-Mediolanum, professionista Platform Tech Admin System with Lateral Thinking & Media Platform Developing Geek Contributor Advisor Integration Digital remote sovereign Consultant, CEO e self debugger resipiscente, hodler in primis di me stesso e delle persone che amo.

Ho saputo che Will Barrent può ricevere tutti i giorni in cloud presso info@marcogimmelli.it.

N.B.

La linea editoriale di questo blog è la sperimentazione di algoritmi di compressione dell’informazione lossless applicati all’infoteratura. Ogni post esegue la riduzione di un testo selezionato. L’obiettivo infoterario finale è comprimere l’universo computazionale letterario in 742 caratteri ASCII, perché “the computer can be used as a tool to liberate and protect people, rather than to control them”.